Per molti Copenaghen "è una delle 10 metropoli più cool del mondo". Non hanno tutti i torti, la Sirenetta e Shakespeare sono ormai un ricordo, al suo posto una città a misura d'uomo. Che entra nel futuro a lume di candela.
Cronaca della mia prima ora a Copenaghen: sceso dall'aereo, conosco un ragazzo di Modena. Andiamo a ritirare le valigie, e la sua è rotta. Gli suggerisco di sporgere reclamo. La hostess verifica il danno, si assenta per un minuto, torna con due valigie nuove di zecca e dice al ragazzo di scegliere quella che preferisce. Stupito da tanta efficienza, mi incammino verso il treno che in 12 minuti collega l'aeroporto al centro. Salgo, mi siedo, arriva il controllore che, con delicatezza, mi fa notare che il mio è un biglietto di seconda classe e che quella è la prima. Mi scuso, e mi sposto. Arrivato a destinazione, chiedo a un signore come raggiungere il mio hotel: anziché rispondere, mi accompagna fino all'ingresso, poi torna sui suoi passi.
Insomma, quassù sono così cortesi che talvolta noi italiani possiamo sentirci a disagio. E, questo, non è l'unico pregio di una città così sorprendente, eccitante e alla moda che la rivista Wallpapers l'ha definita "una delle 10 metropoli più cool del mondo". Dimenticate gli stereotipi sulla Danimarca tipo sirenette, vecchi marinai che fumano la pipa, maglioni di lana grezza e sandwich di aringhe, pancetta e cipolle, Copenaghen è una città a misura d'uomo, si vive in modo rilassato, è piena di locali trendy ed è all'avanguardia in molti settori, arte, design, moda (per i fanatici dello shopping è un autentico paradiso, in grado di competere con Parigi, New York e Milano). Aspetti negativi? Il clima, non tanto per le temperature (neppure tremende se paragonate a città alla sua stessa latitudine), quanto per i veloci cambiamenti . Il vento, insistente, dà molto fastidio. E i prezzi: dopo Londra, Copenaghen è la città più cara d'Europa.
E ora il meglio. La "vivibilità": per il turista tutto è raggiungibile con una passeggiata di qualche minuto, o con una breve pedalata. Traffico limitato, servizi pubblici super efficienti e biciclette di proprietà del municipio a disposizione di tutti come il carrello del supermarket: una moneta da 20 corone nella fessura e quando la riconsegni te la riprendi. Nell'area centrale c'è un numero straordinario di edifici storici, preziosa eredità di oltre un millennio di sovrani molto ambiziosi. Ovunque palazzi, spesso trasformati in musei da visitare non solo per i capolavori esposti, ma anche perché ospitano alcuni tra i migliori bar e ristoranti cittadini.
La zona più pittoresca è lungo il canale Nyhavn, costellata di piccole case dai colori accesi. A Copenaghen i grattacieli sono pochissimi, fino a pochi anni fa non c'erano soldi da investire in progetti edilizi. Negli ultimi 10 anni la città ha però cambiato volto, modernizzandosi in modo spettacolare e diventando una delle capitali del design: i treni della nuova metropolitana, ad esempio, sono disegnati da Giorgio Giugiaro. Nessuno ha paura di mischiare il vecchio al nuovo: palazzi che all'esterno sono un trionfo di stucchi e travi in legno, dentro traboccano di computer e sedie Arne Jacobsen inserite in geniali soluzioni architettoniche. Il massimo esempio di mix passato/futuro è la Kingelige Bibliotek ("Biblioteca Reale"), inaugurata nell'autunno 1999: un vecchio palazzo unito a un immenso parallelepipedo in vetro e granito nero (chiamato "Black Diamond"), che sembra arrivare dallo spazio.
L'area a maggiore densità di locali notturni è intorno a Skt Hans Torv, nel quartiere di Nørrebro: fino a pochi anni fa un dormitorio, ora è ricca di bar, caffè, ristoranti etnici e negozietti. È il quartiere di moda. Altra zona interessante, quella tra Halmtorvet e Istedgade, a ovest della stazione centrale: squallidi sexy shop e locali con go go girls si mescolano a ritrovi cool presi d'assalto da folle di studenti e creativi. Anche qui, come in tutta la città, i locali sono illuminati dalla luce fioca delle candele. Cosa che rende la visita a Copenaghen un'esperienza languida e romantica.